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Federalismo fiscale e federalismo istituzionale: quale impatto sulle amministrazioni pubbliche? [ T.1 ]

L’iter legislativo della legge delega per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale è alle sue ultime battute (la Camera ha approvato in terza lettura il provvedimento lo scorso 24 marzo ed è passato al senato per l’ultima approvazione). Che impatto avrà il provvedimento sulla vita delle amministrazioni territoriali e sulle loro risorse?

Programma dei lavori

La legge 42 nel contesto istituzionale ed amministrativo

Il Sottosegretario Brancher presenta la legge che istituisce il federalismo fiscale in relazione al complessivo quadro di riforma dell’assetto dei livelli di governo che prevede la ridefinizione delle funzioni amministrative e lo snellimento generale delle articolazioni dell’intero comparto pubblico, tanto negli Enti Locali quanto nello Stato. Illustrando l’articolazione della legge 42 Brancher testimonia poi il percorso condiviso con l’opposizione e le realtà territoriali e ne sottolinea obbiettivi e risultati attesi.

Enti Locali e rilancio delle imprese sequestrate

Oriano Giovanelli porta il saluto e il sostegno di Legautonomie all’iniziativa sottolineando il ruolo che gli Enti Locali possono svolgere nel rilanciare le imprese sequestrate alla criminalità organizzata.

Necessità, obbiettivi e strumenti del federalismo fiscale

Garavaglia inquadra la legge sul federalismo fiscale all’interno dei meccanismi di bilancio della Repubblica affermando che essa rappresenta l’unica soluzione perché l’Italia recuperi nel rapporto deficit/PIL. I tre obbiettivi della riforma sono la maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali, la riduzione e qualificazione della spesa pubblica e la riduzione drastica dell’evasione fiscale; gli strumenti principali sono l’inserimento dell’istituto del fallimento dell’amministratore che sfora e il passaggio dalla spesa storica ai costi standard.

La dimensione attuativa del federalismo fiscale

Dopo l’approvazione della legge sul federalismo fiscale Vitali sottolinea la necessità di procedere verso altre due tappe fondamentali che possono portare ad una definitiva stabilizzazione dell’assetto istituzionale: la Carta delle Autonomie Locali e la modifica dell’assetto bicamerale. Della proposta avanzata dal Governo Vitali critica la riduzione indifferenziata degli organi elettivi e la mancanza di coraggio nell’unificazione e nella soppressione di alcuni uffici periferici dei Ministeri centrali, dopodiché indica tre azioni urgenti: la costituzione di una Commissione parlamentare per l’attuazione, la difesa dell’autonomia impositiva locale e la costruzione di un diverso patto di stabilità interno.

Il federalismo fiscale per il rafforzamento del legame tra potere, consenso e responsabilità

Carlo Vizzini sottolinea come l’approvazione della legge sul federalismo fiscale rappresenti una svolta per l’organizzazione della Repubblica. I passi successivi per il raggiungimento di un nuovo e solido assetto istituzionale devono essere - a suo avviso - l’attuazione della riforma Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, il varo della Carta delle Autonomie, la trasformazione del Senato in una Camera delle Regioni, la revisione dei regolamenti parlamentari e una nuova riforma tributaria che superi il ruolo della compartecipazione come strumento principale dell’autonomia finanziaria.

Dai principi alle azioni per entrare nel merito del federalismo fiscale

Vasco Errani ricorda che una volta trovata l’intesa sui principi bisogna entrare nel merito ed affrontare la realizzazione effettiva del federalismo fiscale. Oltre alla “assenza invadente” del Ministero dell’Economia e al terzo di entrate fiscali che ogni anno sfugge all’erario Errani individua tre nodi fondamentali da risolvere per realizzare la riforma: la mancanza di una lettura omogenea dei bilanci dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali; le modalità di determinazione dei costi standard e la necessità di un rapido percorso di scrittura dei decreti delegati costruito su forme di governance partecipate.

Il metodo collaborativo come chiave del processo di riforma istituzionale

Il ministro Fitto inquadra l’approvazione della legge sul federalismo fiscale all’interno di un complesso quadro di ridisegno istituzionale che prevede al suo interno anche la redazione del Codice delle Autonomie e la riforma della Costituzione. Particolare attenzione il Ministro la pone nel sottolineare l’importanza del metodo collaborativo tra maggioranza e opposizione e tra Governo e Amministrazioni Territoriali che ha caratterizzato l’approvazione della legge 42, di cui nel corso dell’intervento approfondisce premesse, aspetti e conseguenze.
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